• 01_storia
  • 02_storia
  • 03_storia
  • 04_storia
  • 05_storia
  • 06_storia

COLTELLERIE PAOLUCCI: LA STORIA

Era il 1791 quando la famiglia Paolucci, continuando la tradizione artigianale della lavorazione dell’acciaio, entrò a far parte della storia, aprendo la propria attività con una piccola bottega a Frosolone, il paese “con le radici d’acciaio”.
Nel piccolo centro dell’entroterra molisano, in provincia di Isernia, il mestiere del coltellinaio e del forgiatore di lame e di spade viene importato dall’Inghilterra intorno all’anno 1000. Molti artigiani, col tempo, trasformarono la passione per quel mestiere in arte.
Una delle produzioni più rappresentative dell’eccellenza del made in Italy, la manifattura artigianale degli attrezzi raggiunge una qualità unica nel piccolo centro dell’entroterra molisano.
Così la famiglia Paolucci si rese protagonista della storia locale e passò, negli anni, da una piccola bottega a una grande azienda, tenendo sempre fede alla tradizione, perfezionando e affinando le tecniche e la produzione.



LA STORIA DI GEREMIA

Figlio di forbiciaio, Geremia aveva imparato il mestiere dal padre e dal nonno, anch’esso Geremia, come era sempre accaduto, di generazione in generazione: una trasmissione di sapere, di conoscenza, abilità, di un mestiere. Era un uomo buono Geremia, un vero e proprio cavaliere, ed era intraprendente, così nel 1930 si staccò dalla piccola bottega in cui si era formato, nel cuore di Frosolone, e iniziò la sua strada indipendente, senza abbandonare mai la tradizione familiare, proprio come aveva fatto suo padre prima di lui e come faranno poi i suoi figli.
I fratelli Paolucci dunque saranno gli artefici di una vera e propria rivoluzione per la famiglia: Felice, Liberato e Saverio trasformeranno una piccola realtà di bottega artigiana in una vera e propria azienda con decine di dipendenti, riuscendo a conquistare il mondo intero, rimanendo sempre fedeli all’artigianalità.
Oggi, la coltelleria Paolucci è affermata sul mercato italiano e internazionale.
L’aumento di produttività e la grande differenziazione dell’offerta sono frutto di una continua attività di ricerca e formazione, oltre che dell’acquisizione di nuove tecniche e modalità di produzione, dell’uso delle nuove tecnologie introdotte a fianco della lavorazione tradizionale, integrate con l’esperienza e la manualità artigianale.
In questo modo Coltellerie Paolucci riesce a essere ancora oggi garanzia di qualità, per un’azienda contemporanea, al passo coi tempi ma rispettosa della tradizione.
Passato e futuro convivono nel presente di Coltellerie Paolucci.



LA FORZA DELLA TRADIZIONE

Non vi sono testimonianze scritte che lo confermino ma una serie di ipotesi accreditate datano l’origine della lavorazione del ferro di Frosolone ai tempi dei pastori Sanniti che occupavano le montagne.
Il mestiere del “forbiciaio” e del “coltellinaio” inizia a radicarsi fortemente al territorio molisano già negli anni 1000, importato direttamente dall’Inghilterra, quando molti artigiani della manifattura degli attrezzi si specializzarono nella lavorazione dei coltelli, di forbici o altri articoli da taglio di vario genere.
Nelle strade del paese, le botteghe all’aperto scandivano il ritmo della vita quotidiana. Per i suggestivi e stretti vicoli risuonava ogni giorno quella melodia cadenzata dei martelli sulle incudini.
Fino a qualche decennio fa, Frosolone era un pullulare di botteghe.
Una sinfonia di percussioni per le strade e dentro le case, il tintinnio costante della forgiatura, gli odori acri delle lavorazioni con il fuoco, il suggestivo spettacolo di fumi e scintille e la sensazione reale di un mondo fatto di lavoro e fatica, di creatività e durezza di un popolo forgiato come le sue lame. Gli anziani di Frosolone ricordano ancora con un misto di commozione e nostalgia l’odore acre dell’acciaio mescolato ad acqua che soffoca il riscaldarsi dell’acciaio, mentre sulle mole rotonde si affilavano le lame.
Non vi era famiglia che non avesse in casa un coltellinaio o un forbiciaio. Erano presenti e operativi meccanici e aziende collaterali che resero questo polo produttivo importante e affermato a livello nazionale.
Erano oltre 150 le botteghe artigiane attive. Note vibranti accompagnanovano a occhi chiusi nella direzione dell’artigiano, perché il suono di ogni incudine corrispondeva a un forgiatore.
Se ne ricordano oggi gli spazi e soprattutto le persone ma, negli anni ’60, il miracolo economico italiano condusse i giovani ad allontanarsi dai piccoli centri per raggiungere le città del nord Italia, ad abbandonare l’artigianato per conquistare il mondo e delle 150 botteghe, in poco tempo, ne rimasero solo una decina, divenute poi vere e proprie aziende.
Le storie, gli aneddoti, i fatti e le persone legate a quel mondo antico però vivono ancora oggi attraverso i ricordi personali di coloro che sono rimasti, attraverso la tradizione orale, proprio come un tempo. Testimonianze dirette dei protagonisti di un’epoca, di un pezzo di storia e di un territorio.



IL VALORE DEL RACCONTO

Senza testimonianze scritte, senza alcun documento di valore storico che possa tenere traccia di luoghi, storie, fatti e, soprattutto, dei protagonisti di quei fatti, questi sono affidati alla sola memoria di coloro che li hanno vissuti in prima persona o che, a loro volta, li hanno ascoltati da altri.
Raccontare una storia e tramandare un mestiere divengono strumenti di trasmissione di informazioni, fondamentali nell’evoluzione di un popolo e di un territorio. Oggi che la tradizione orale è sempre più rara e forse rarefatta, un pezzo di storia rischia di andare perduta per sempre.
Coltellerie Paolucci è parte integrante di quella storia, legata allo sviluppo, all’economia, alla tradizione e alla cultura del territorio e attribuisce un valore inestimabile all’arte del racconto, per questo si fa promotrice di una importante iniziativa, cominciando per prima a raccogliere le testimonianze orali e fissarle nero su bianco, ponendo le basi per una ricerca storica di inestimabile valore.